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Ad alta voce | Stille Post 700xM Paolo Bill Valente


Il confine è il luogo dove (se passi) accade qualcosa
di Paolo Bill Valente

Nell’anno del signore 720, ai tempi di Carlo Martello maggiordomo dei franchi, il vescovo Corbiniano, di ritorno dal suo secondo viaggio a Roma, dove invano ha pregato papa Gregorio di liberarlo dal compito vescovile, venne fermato al Castrum Maiense dalle guardie bavare.
Ai piedi della rocca, nelle acque mosse dalla gola di Maia, scorreva allora invisibile la frontiera che univa e separava mondi, storie, continenti. E Corbiniano comprese bene che la frontiera narrata da quel fiume andava passata. E ci volle essere sepolto. Nella cappella di San Zeno, accanto a San Valentino.
Ma fu Arbeone, nativo di Maia (non è sufficiente essere nati sulla frontiera per essere uomini della frontiera), a profanare quella tomba e a portare la salma del santo lontana dal suo luogo di vocazione.
Paolo Bill Valente, raccontandoci la storia del vescovo Corbiniano, ci racconta milioni di anni di frontiera meranese, frontiera persino tra l’Africa e l’Europa. La si può riconoscere analizzando la composizione geologica delle pareti sottostanti il Castello di San Zeno.
 

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